
|
|
LE TESTIMONIANZE STORICHE |
|
| Ciò che colpisce di più percorrendo le strade del Salento è la mutevolezza dei colori. Giunti a Lecce e accarezzando la barocca piazza del Duomo, si rimane colpiti dall'intensità del giallo tenue e caldo tipico della pietra leccese, qui lavorata con maestria e sensibilità, attraverso gli arabeschi ricami dell'arte barocca. Il barocco leccese fiorì verso la fine del '500 in una città fino ad allora quasi spagnola, ed esplose letteralmente nella seconda metà del XVI secolo, perdurando poi per tutto il Settecento. Il barocco leccese ha una sua impronta personale, un gusto e una connotazione molto originali, frutto, è bene affermarlo, anche dall'eredità culturale dei suoi operatori, cresciuti all'ombra della grande tradizione romanica. Lecce, dunque, bomboniera di un barocco gentile e prezioso che sa disegnare nell'aria ricami incredibili. Così tra un sapiente e uno straordinario gioco di luci e di ombre giocano un ruolo di primissimo piano le ghirlande di un pozzo, le foglie di un capitello, le ali di un cherubino, gli spazi confinanti con il cielo negli ampi chiostri di San Cataldo. Per poi addentrarsi tra le viuzze, tortuose e strette, a ritrovare l'incanto della chiesa di Santa Croce, la maestosità dei palazzi del Seminario e del Marrese, la magnificenza di piazza Duomo, i resti romani dell'Anfiteatro e l'atmosfera di piazza Sant'Oronzo. Tutto il territorio salentino è prodigo di testimonianze dell'età del bronzo (II millennio a.C.). Di quell'epoca si sono rinvenuti molti dei monumenti megalitici più rappresentativi e misteriosi: dolmen e menhir, costituiti i primi da giganteschi lastroni di pietra non lavorata poggiati come tavole su altri blocchi conficcati nel terreno, e i secondi da alti pilastri monolitici, appena sgrossati, infissi verticalmente come lance al suolo. Da ammirare i dolmen "Placa" e "Gurgulante" lungo la strada Melendugno-Calimera; il grande dolmen "di Scusi" presso Minervino e il menhir vicino a Pisignano. Caratteristiche e ricorrenti sono pure le "specchie", collinette di forma ellittica formate da cumuli di pietre che si innalzano anche di parecchi metri. Le origini sono incerte, potendo esse rappresentare sia posti di vedetta e difesa, sia tombe o monumenti funebri. Ben riconoscibile è quella che sorge in territorio di Martano. A sud di Lecce tocchiamo paesi e borghi, ognuno dei quali conserva almeno una chiesa, un convento, un palazzo, retaggio di un passato famoso. A est fra San Cataldo e Torre Specchia Ruggeri, si distende l'oasi naturalistica delle Cesine, la zona umida più importante del Salento e una tra le più interessanti riserve esistenti in Italia. L'oasi con le dune, gli stagni, le piante, la macchia mediterranea, ospita nei suoi variegati ambienti piante eccezionali e ogni tipo di uccelli, patrimonio di inestimabile valore da difendere e salvaguardare. Nei suoi pressi Acaja, città fortificata della prima metà del '500. Poi nello spazio di pochi chilometri l'un dall'altro, si susseguono paesi che punteggiano una pianura il cui paesaggio è dominato dai fichi, dagli uliveti e dai muretti a secco alzati sulla terra rossa, scura, fra le pietre che affiorano in continuazione, a rendere ancora più duro il lavoro dei contadini.
|
||