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Il Molise confina con la Campania, la Puglia, l'Abruzzo ed il Lazio. Si estende su una superficie di 4400 Kmq. ed è divisa in 2 Provincie - Campobasso e Isernia. Capoluogo di provincia è Campobasso.



Una regione straordinaria ricca di memorie storiche, di natura incontaminata, di architettura, di tradizioni popolari. Il Molise non offre grandi città dissepolte, non grandi itinerari del turismo consumistico, ma preziosi gioielli da conoscere in profondità, scoprendo percorsi ed itinerari, da vivere nella semplicità, nella serenità di una terra dolce, tranquilla, sicura. Il suo territorio - poco più di 4.400 chilometri quadrati tra i fiumi Sangro e Fortore, le vette del Matese e la spiaggia sull'Adriatico - é un alternarsi continuo di colline e montagne punteggiate di piccole città e paesi, borghi e cascinali, in bilico sulle rupi o seminascosti nelle valli, tutti però custodi gelosi di una vita a misura d'uomo. Neppure il grande traffico nazionale ha disturbato la riservatezza di questa terra che le grandi autostrade lambiscono solo ai due estremi d'oriente e d'occidente, con le porte d'accesso a Termoli e Vasto. Meno di due ore di macchina da porte a porte, in una terra di forti contrasti, dove però il confine tra natura e campagna non é mai contrapposizione.

L'offerta turistica di questa regione può vantare distinzioni, peculiarità, esclusività, cioè risorse che superano la genericità ricorrente per farsi uniche. A cominciare dall'ambiente che, al di là del fascino paesaggistico pur accattivante ma non totalizzante, trova la sua "specificità" nelle Riserve della Biosfera, due autentiche oasi naturalistiche dove l'UNESCO conduce le sue ricerche sul rapporto uomo-ambiente e che sono fruibili turisticamente solo mediante visita guidata offerta dall'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Isernia che le gestisce. A queste due esclusività fanno corona le Mainarde dolomitiche, nella parte molisana del Parco Nazionale d'Abruzzo, gli abeti soprani dell'Alto Molise e le faggete della Montagnola di Frosolone e del Matese, che possono sembrare risorse non dotate di grande peculiarità ma che sono dimostrate ugualmente offerte naturalistiche di alto prestigio. In questo mondo di verde dominante si muovono i tratturi.

I tratturi sono le antiche vie della transumanza. Larghi 111 metri, furono per secoli le autostrade d'altri tempi, con l'erba al posto dell'asfalto e le siepi laterali invece dei guardrail di metallo, percorrerli, a piedi o a cavallo, vuol dire recuperare quel tanto di pigrizia e di silenzio di cui ha molto bisogno la società della fretta e dei rumori. Al servizio di variegati itinerari tratturali sono nate strutture imprenditoriali che offrono dalla cavalcatura all'ospitalità. Per rimanere ancora nelle "peculiarità", non mancano segnali forti anche nel settore dei monumenti: dai parchi archeologici ai castelli, alle chiese, ai monasteri. Il Molise anche in questo campo ha un suo ruolo da giocare. E con riferimento alle grandi civiltà di ogni tempo: da quella preistorica a quella antica, alla medievale. Alla periferia di Isernia è venuta alla luce la struttura di una villaggio ante litteram dove la più antica comunità di europei visse in modo organizzato, lavorando la pietra, usando il fuoco, dipingendo con l'ocra, consolidando il suolo (la prima bonifica eseguita dall'uomo!). Si tratta di un unicum per quanto attiene al modello di vita e di lavoro dell'Homo Erectus risalente a poco meno di un milione di anni fa. Analoghe caratteristiche di peculiarità presentano alcuni dei monumenti più importanti riferibili all'alba della Storia. E' il caso del teatro-tempio di Pietrabbondante, che i Sanniti edificarono 2100 anni fa a mille metri sul livello del mare. E' noto anche come il teatro più alto d'Italia. Un unicum che, riportato alla luce nelle sue strutture essenziali alla fine degli anni '60, richiama migliaia di visitatori l'anno. Sullo stesso piano si pone Saepinum, città romana del 1° secolo a.C., ai piedi del Matese. Un'altra peculiarità, questa volta d'epoca medievale, la ripropone San Vincenzo al Volturno, un monastero benedettino altomedievale di dimensione europea, con decorazione ed architettura ricalcate sui modelli imperiali della renovatio carolingia. I castelli non hanno certamente la sontuosità di tipo regale cui ci ha abituati l'iconografia dominante, ma qualche specificità non manca se solo si considera la decorazione degli interni del castello di Venafro con cavalli dipinti sulle pareti a grandezza quasi naturale. Per quanto riguarda le chiese, in appena cento chilometri è possibile sviluppare un itinerario religioso che va dal neo-gotico del Santuario di Castelpetroso al romanico di Canneto, fino al romanico-gotico dei duomi di Larino e Termoli.

Ai due capi dell'itinerario religioso, ammiccano rassicuranti più che mai il Matese, con la stazione invernale di Campitello di S.Massimo, e il porto di Termoli con i mezzi di linea più celeri per le isole Tremiti, paradiso del turismo subacqueo. Attorno a questi riferimenti storico-archeologici, naturalistici, paesaggistici si muovono poi le tradizioni che hanno resistito al tempo e sfidato le mode. I misteri di Campobasso:"ingegni" di metallo risalenti al XVIII secolo sui quali trovano sistemazione persone del popolo che interpretano soggetti religiosi; sfilano per le vie della città il giorno del Corpus Domini con grande richiamo di turisti. La "ndocciata" di Agnone, che si ripete da secoli ogni vigilia di Natale a sera e consiste in centinaia di torce accese portate a spalla da persone del posto lungo le vie cittadine. La Corsa dei Carri, che in alcuni paesi del basso Molise evoca il palio delle contrade con i buoi al posto dei cavalli. La Sfilata dei Carri a Larino: uno spettacolo coreografico di grande suggestione. La festa del Grano a Jelsi con le "traglie", cioè i carri addobbati con spighe di grano che sfilano per le vie del paese. Il Molise è da poco anche regione di terme: la prima stazione moderna di recente apertura già conta una buona frequenza.

Curiosando ancora per i centri della forte tradizione, è possibile imbattersi con oggetti di artigianato dalle peculiarità forti:il ricamo a tombolo,l'acciaio traforato,le zampogne,le campane con fusione a legna,le coltellerie. Non mancano pietanze legate ai tradizionali prodotti di una terra non certamente ricca ma originale per semplicità e genuinità. Il farro dei Sanniti, nel Triventino, i latticini dell'Alto Molise, la polenta "onta", il baccalà con prugna e pomodoro, la "pezzata" di Capracotta sono altrettanti piatti tipici che tornano sempre più frequenti nei menù dei ristoranti. La stessa ricettività ha fatto sensibili salti di qualità in questi ultimi tempi.

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